Sto preparando un esame sul Mito. In questi giorni ho letto talmente tanti miti che mi si stanno s-confondendo tutti in testa. La cosa che mi consola (devo sempre trovare qualcosa che mi consoli) è che non siamo soli nell’universo. Nel senso. Se il mondo molto spesso è un enorme crogiuolo di nonsense… beh anche gli antichi non erano da meno.
Voglio raccontarvi un antico rito greco, senza alcuno studio sul contesto storico o interpretazione, perché letto così è veramente assurdo e, sì, fa veramente ridere. Così per mantenere alto l’umore.
Durante questa speciale festa, la Festa delle Bufonie, vengono portati dei buoi in processione sull’acropoli e vengono lasciati vagare attorno ad un altare. Su di esso sono poste alcune focacce dedicate agli dei. Gli animali sono chiaramente attratti dalle focacce e il primo bue che addenta una focaccia viene ucciso con un colpo di scure. A questo punto, l’assassino di buoi getta la scure a terra e scappa (io me lo sono immaginato bene: uno scatto tipo al gioco del fazzoletto. Nuuuumeriiiii… DUE! Accoltella, prende e scappa).
L’animale viene poi macellato ritualmente e mangiato. La cosa peculiare di questo rito è che, durante tutto il suo svolgimento, si attua una sorta di scarica barile per il quale ognuno dà la colpa ad un altro per l’uccisione del povero bue: le portatrici d’acqua accusano gli affilatori di scure, che a loro volta accusano i portatori di scure… e così via, fino a quando la colpa non ricade sull’arma che ha squartato l’animale (tu brutta stronza: sei affilata!). Viene presa, condannata (!) e gettata in mare.
La pelle del bue viene poi impagliata, cosicché in qualche modo si possa dire che l’animale è risuscitato all’interno di un simulacro, che viene così attaccato ad un aratro.
Ed ecco che immediatamente mi si è accesa a lato della testa una grossa e luminosa lampadina a forma di WTF?!? subito sostituita da un’altra a forma di LOL, con una leggera spruzzata di OMG. Per dire.






