Guardavo le sue mani.

Guardavo le sue mani che stuzzicavano insolenti una rosa finta: era così dolce il modo in cui nascondeva l’imbarazzo. Mentre parlava e sorrideva ironicamente delle proprie sventure teneva gli occhi bassi.
Guardavo le sue mani che si intrecciavano tra i ricami di una tovaglia. Riuscivo a stento a trattenere la voglia di afferrarle e di aggredire il suo dolore.
Guardavo le sue mani che enfatizzavano opinioni con eleganza tra le improvvise somiglianze simboliche, le intuizioni e l’amichevole trasporto.
Pur essendo simile a tante altre persone era speciale. E io mi lasciavo sedurre dalle sue manie.

Tratto e adattato liberamente da “Quattordici Luglio” di Carmen Consoli

Una piccola perla, un piccolo frammento di perfezione

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