Waiting area.

Pensieri.

Pensieri.

Seduta sul letto, aveva una cosa sola da fare: aspettare. Fin da piccola tutti le avevano sempre fatto i complimenti per la sua pazienza e per il fatto di essere una persona posata. Beh, ora non riusciva più ad esserlo: era come se avesse atteso per troppo tempo di fare e ora non riuscisse più a stare ferma.

Come si fa a restare seduti e aspettare senza sentirsi in colpa o essere ossessionati? Il mondo intorno non si sarebbe certo fermato, sarebbe andato avanti veloce quanto prima; e lei doveva starsene seduta ad aspettare. E così, nella sua testa mille pensieri vorticavano come in una di quelle sfere di vetro con la neve, bastava scuoterle e la neve cominciava a turbinare in ogni direzione. L’unica differenza tra i suoi pensieri e quella neve fittizia era che, almeno per quest’ultima, c’era la certezza di un po’ di quiete alla fine. Sentiva quel non fare nulla come qualcosa di profondamente sbagliato, come se stesse dimenticando qualcosa, come se non stesse facendo abbastanza per raggiungere l’obiettivo.

E, nonostante  tutto, quello che le stavano chiedendo era aspettare. Una tortura.

2 pensieri su “Waiting area.

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