#project52 – 18th week :: “There is only one thing we say to Death. Not today.”

Così vera da sembrare finta. Ah no, è il contrario. (Clicca per ingrandire)

CI SIAMO. Il più grande obiettivo che ho perseguito fino adesso è quasi giunto al termine. Ci vorrà ancora qualche mese, ma finalmente comincio ad essere abbagliata dalla luce in fondo al tunnel. A volte il buio e lo sconforto sono stati profondissimi, ma il nostro maestro d’armi dice: “C’è una sola cosa che diciamo alla morte. Non oggi.” Ed è stata, e sarà, per me una verità assoluta. NON OGGI.

E POI? Chiedono tutti. E poi non lo so. Dio!, nemmeno la laurea in mano e già mi chiedono “e poi?” E poi… e poi vedremo. Perché non siamo più in grado di goderci una vittoria quando capita? Non una vittoria sul mondo, ma su noi stessi. Subito a pensare e poi? Il poi è ignoto. Bisogna solo capire e io cosa voglio? Perché è questo ciò che conta. Capire cosa si vuole, la direzione da intraprendere. E non è facile. Scegliere significa escludere un sacco di altre possibilità. Il poi decide lui come e quando arrivare. Non chiede mica il permesso, non si conforma alle aspettative. Lui se ne fotte. Arriva vestito come gli pare. Anche con occhiali, barba finta e nasone. E se non lo riconosci sono tutti cazzi tuoi.

Il poi.

Il poi arriva. E tu devi essere abbastanza brava da stringergli la mano e dire: “Nice to meet you”.

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