Unexpected journey (o “Un anno con le palle”)

Sono stati giorni difficili, psicologicamente ero abbastanza a terra: la fine dell’anno, la stanchezza accumulata, lo stress, la perdita degli obiettivi e della stima per se stessi, il non riuscire a vedersi tra un tot. di anni.

Mi capitano questi periodi autodistruttivi in cui non riesco a vedere nient’altro che un palmo oltre mio naso e ovviamente tutto nero. Problemi che prima erano di modesta dimensione diventano dei giganteschi Smaug. E quando non riesci a vedere avanti a te, l’unica cosa da fare è guardare indietro, ripercorrere i propri passi.

Ho cercato con il lanternino e contato tutte le cose belle che mi sono capitate in questo difficile 2012  e anche tutte le difficoltà che sono riuscita a superare con le mie sole forze. Ne ho contate ben dieci (e sicuramente ne ho tralasciata qualcuna): tra le quali in ordine sparso si annoverano la fine degli esami, la scoperta dell’amore, l’aver incontrato e legato con persone splendide, la mia prima mostra fotografica personale, la mia personale sfida del fare la maestra, l’aver affrontato di petto i miei problemi di salute ecc… Non so voi, ma tutto sommato credo di poterlo considerare un bilancio più che positivo. E se sono riuscita a fare tutto questo, chissà cosa sono in grado di fare ancora.

Il 2013 si prospetta come un anno di svolta. Ho paura. Tantissima. “E’ pericoloso, Frodo, uscire dalla porta. Ti metti in strada, e se non dirigi bene i piedi, non si sa dove puoi finire spazzato via” diceva Bilbo. Tutti siamo fautori del nostro personale viaggio inaspettato e tutti siamo piccoli quanto basta per averne paura: fuori dalla porta di casa comincia un mondo immenso. Bisogna solo incamminarsi e comunque vada, torneremo a casa diversi, migliori; e anche colui che, ad uno sguardo superficiale, può sembrare piccolo può fare la differenza.

(See, vabbeh, ho visto Lo Hobbit. Che, si nota?!?)

2013

Happy New Year, guys.

Nell’attesa della mezzanotte, comunque, faccio a tutti voi tantissimi auguri per un 2013 di salute in primo luogo, e poi vi auguro un anno con le palle, ‘che vi accompagnino sempre nelle vostre scelte difficili.

Smuack.

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