Sul farsela addosso.

Dal compimento dei 24 anni la mia vita ha cominciato a girare vorticosamente, tipo ai millecinquecento chilometri orari: lo spettacolo in preparazione che è stato totalmente modificato nel giro di due giorni e quindi ansia aggiuntiva, ma sono fiduciosa; su e  giù da casa di Will, che tipo se io abito fuori Torino, lui abita anche dalla parte opposta della città; ho sempre la tesi e gli ultimi due esami da dare che per ora ho parcheggiato ma non posso più tenerli lì in attesa (parola d’ordine CONCLUDERE); e, in ultimo, ieri mi è piovuto addosso un lavoro part-time molto impegnativo.

Ora, focalizziamoci sull’ultimo punto. Il mio commento è: me la sto facendo addosso.

Non so se vi ho mai parlato del mio lavoro, probabilmente no. Rapida descrizione: lavoro per una cooperativa che si occupa di fornire personale aggiuntivo alle scuole, e nella maggior parte dei casi si tratta di educatrici/educatori con funzione di sostegno a favore di bambini disabili o con difficoltà di apprendimento e simili o bambini stranieri che non riescono a stare al passo con il programma ordinario. Ho sempre fatto supplenze piccine, cioè un’ora, quattro ore, un giorno… andavo a coprire i buchi sostanzialmente. E per fare questo non è che mi servissero grandi qualifiche.

Ecco, ieri mi è stato proposto di sostituire una ragazza che da lunedì sarà in maternità, quindi fino a metà giugno: asilo e elementari. E che fai quando ti viene proposto un part-time? Non accetti? Ma certo che accetti e pure di corsa.

Stamattina sono andata a conoscere uno dei due bambini che seguirò da lunedì. Si fa così: alla nuova arrivata viene fatto terrorismo psicologico, perché devi aspettarti il peggio e mai prendere le cose con leggerezza salvo poi dire “ma non ti preoccupare, in caso di dubbi chiamami, ma sono sicura che andrà bene”. Tuttavia ormai sei annichilita.

Ad ogni modo, so che il bambino è veramente problematico, madreh lo conosce e ha confermato: bimbo adottato, non è in grado di comunicare canonicamente con il resto dei bambini, saltuariamente ha scatti violenti (ha rotto più di un paio di occhiali), è psicologicamente pesante e – ciliegina sulla torta – la sua insegnante ufficiale di sostegno pare sia una roba che non si può vedere (e non parlo di fisico). “Definisci bene i paletti le prime settimane e poi vai tranquilla”

Definire i paletti. Non molto tempo fa non ero in grado di definirli nemmeno nella mia vita, ora devo imporli ad un bambino così problematico. Ma così è. Una sfida. Sarà una sfida durissima fino a giugno. Ce la puoi fare, Chiara? Non lo so. Ma spero di arrivare al traguardo con la sanità mentale preservata, zero lividi e occhiali intatti.

Fatemi tanti pat pat sulla spalla.

Advertisements

3 pensieri su “Sul farsela addosso.

  1. orsola ha detto:

    ti auguro buona fortuna! io da gennaio sono stata catapultata in una comunità per minori, maschi stranieri e tutti adolescenti, i primi tempi avevo una quantità di stress accumulato, vuoi la nuova esperienza, vuoi che non è proprio una passeggiata, che avevo l’occhio che vibrava 24h… l’importante è entrare in sintonia con lui, definisci si i paletti ( che poi ti vengono automatici) resta calma e decisa e studialo tanto tanto, osserva e vedrai che ogni cosa che farai andrà benone! ( nel dubbio chiama, io rompo le palle tantissimo alla mia coordinatrice ma altrimenti non capisci dove sbagli) vedrai che a giugno avrai difficoltà a lasciarlo 🙂

  2. cheppalleee ha detto:

    Grazie ragazze. Ho superato i primi 3 giorni. Sono stati molto stancanti – della serie che alle 23 stramazzavo a letto. E’ certamente un bambino molto difficile, ma secondo me ci vogliamo già un sacco di bene 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...