Paso doble

L’unica volta in cui fu innamorata veramente venne liquidata con un “Non mi ami davvero” con un “Guarda che hai frainteso”. Eppure per un paio di mesi non aveva frainteso proprio niente: era palese che il sentimento fosse reciproco. Ma, nonostante ciò, lui non chiuse mai definitivamente la loro storia. Egoisticamente la sua compagnia gli faceva molto comodo. A lei, invece, ci erano voluti due anni e tante nuove ferite prima di convincersi che non avrebbe mai cambiato idea e rendersi conto di quanto fosse piccolo e infantile. Nonostante gli 8 anni di differenza. Da allora li aveva odiati tutti, tutti gli uomini, li aveva disperatamente cercati, buttati fuori dalla propria vita appena si fossero avvicinati troppo; si era odiata fino allo sfinimento perché non aveva capito e probabilmente continuava ad odiarsi nella maniera più subdola di tutte: soffocando se stessa.

Credeva fosse semplice rimanere sola. Ma ripensandoci meglio non lo era mai stata davvero: sentiva sempre come la costante presenza intellettuale di qualcuno, l’immagine di qualcuno che le teneva compagnia, che con la sua presenza le stimolava il cervello. Sempre. Ma proprio in quel momento si ritrovò sola davvero. Non c’era più nessuno a cui rivolgere con convinzione e costanza i propri pensieri. Era rimasta solo lei. E la cosa le provocava una certa instabilità emotiva e una leggera apatia, avendo lei perso l’oggetto verso il quale tendere.

Aveva sempre creduto che sotto sotto fosse amore, un desiderio, una ricerca di amore, e invece erano solo stimoli; stimoli esterni con cui le piaceva giocare per non pensare, per non rimanere sola con se stessa. Ed ora invece lo era. Era giunta a provare fastidio per il mondo che interrompeva quella sua solitudine, per chi non la capiva, per chi si insinuava nella sua vita pensando che gli avrebbe dedicato un po’ di tempo e un po’ di sé senza troppo impegno, credendo che lei non lo valesse. L’impegno.

E questa condizione si ripresentava più o meno un mese ogni due, in una sorta di schizofrenico paso doble, che si apriva con noia e nichilismo e si chiudeva con la speranza che un giorno qualcuno sarebbe rimasto nei suoi pensieri.

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3 pensieri su “Paso doble

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