“Cazzari di tutto l’internèt, unitevi!” (semicit.)

Potrei raccontarvi delle cameriere nel pub in cui siamo andati ieri sera che sfoggiavano sul capo un luccicantissimo cappello da babbo Natale, ma avevano la morte nel cuore e un po’ l’hanno fatta venire pure a me;

Potrei raccontarvi del pAcco enorme tutto fatto di neve, stile igloo, in Piazza Vittorio (Torino) che uno giustamente si chiede perché? ma poi pensa che è meglio fare pace con il cervello e lasciar perdere;

Potrei raccontarvi del barbone che violenta il violino in una stanza di tre metri per cinque e al quale tu faresti l’elemosina solo per farlo smettere TI PREGOOO;

Potrei raccontarvi del fatto che credevo che la “grande Madre patria Rüssia” (da leggere con accento russo) stesse, appunto, in Russia, e invece NO, sta alle Officine Corsare. Sticazzi!

Potrei raccontarvi che mia madre mi ha appena regalato un completino intimo di pizzo rosso. Mia madre?!? Ecco, ma ricordiamoci di far pace con il cervello.

Potrei raccontarvi di un sacco di altre cose, ma non mi vengono in mente in questo istante. E quindi ne approfitto per augurare a tutti di sopravvivere a queste feste e di tornare cazzari quanto prima all’inizio del nuovo anno.

2 pensieri su ““Cazzari di tutto l’internèt, unitevi!” (semicit.)

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