Scoprire l’acqua calda, e scoprirla sporca.

Caro Comune,

ho il voltastomaco. E non è l’influenza intestinale che gira. No, sei proprio tu.

Tu che parli di integrazione nelle scuole, parli di supporto scolastico, pubblicità progresso e quant’altro e poi tagli qualsiasi tipo di fondo alle cooperative che operano nelle scuole e che si occupano di supportare i bambini diversamente abili. Tu che hai optato per tagliare proprio nei posti tattici in cui i bambini non possono lamentarsi perché hanno disabilità così gravi che, oggettivamente, non sono in grado di lamentarsi.

Sì, perché chiaramente i bambini con disabilità molto gravi non servono, non hanno alcun utilità nella società e quindi perché fargli fare attività alternativa, che tanto non gli porterà giovamento alcuno, mandiamo un cantierista già stipendiato dal comune che lo fissi tutto il giorno senza saper minimamente dove mettere le mani.

Non ho nulla contro i cantieristi sia chiaro (e per cantierista intendo, giardinieri, muratori e factotum comunali che di inverno magari non lavorano molto), ma sono disgustata dall’idea che sta alla base di questa manovra. I bambini con disabilità molto gravi non si possono lamentare e basta che ci sia qualcuno che li parcheggi in un angolo e controlli che non si facciano male. Punto. Alcuni di questi bambini hanno il pannolino da cambiare, hanno la mensa in cui mangiare e vi garantisco che non sono operazioni semplici, soprattutto la seconda. Questa è una politica disumanizzante e a me francamente fa veramente schifo. E non solo, in questo modo viene tolto il lavoro a persone che erano specializzati nel trattare con questi bambini e che ora si ritrovano a spasso, o comunque con un monte ore ridotto all’osso. (Sì, io pure ora sono a spasso, ma io non vivevo di quello e non è questo il punto).

Non sto raccontando nulla di nuovo, lo so. I tagli alle scuole e all’istruzione sono impietosi e ormai pare che più che l’eccezione sia diventata la norma, ma ciò non toglie che io provi vero e proprio disgusto.

Piccola nota positiva. Grazie al cielo non parlo del mio piccolo comune che ci ha graziato. Abbiamo avuto la fortuna, nonostante siano stati effettuati tagli ovunque, di essere stati risparmiati e di poter ancora usufruire di educatori nelle scuole e del servizio di navetta della CRI: “Io posso disporre dei fondi che mi dà il comune e io su questi bambini non taglierò mai.” ci ha detto l’assistente sociale del nostro comune quando siamo andati a chiedere.

E allora una considerazione mi sorge spontanea: e cioè che è solo una questione di scelta delle priorità e di volontà. E allora, caro il mio Comune, le tue priorità dove stanno?

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