Sotto la cintura.

Premessa: sto lavorando nel reparto telefonia di un grande magazzino. Beh ultimamente è venuto a lavorare da noi un ragazzo che non è solo bello. Di più. L’avevo già notato a marzo. Prima era al reparto fotografia: e già lì non può essere altro che destino. E ricordo di aver pensato. Ecco questo è l’uomo della mia vita. Ma solo da guardare. Insomma avere un ragazzo così dev’essere uno sbattone impressionante e io sono pigra.
Ad ogni modo.
Oggi. Mi sono sciolta i capelli. Non per un motivo particolare: mi andava.
  • Collega Gnocco: Hai i capelli sciolti.
  • io: Eh sì, così pare.
  • Collega Gnocco: Stai bene.
  • Due parole. SBAAAM. A quel punto non capivo più un cazzo. 
  • Un complimento così inaspettato che mi ha lasciata spiazzata. Totalmente.
  • Occhi fissi sul foglio che stavo compilando.
E percependo chiaramente il mio imbarazzo
Collega Gnocco: Guarda che non era un insulto.
io: (ridendo visibilmente fucsia) Sì, lo so. Grazie.

Poi mi fissa con quei suoi due occhi color ghiaccio. 
No, non si può. Io credo che i colleghi eccessivamente belli vadano vietati costituzionalmente. Non si può lavorare così.

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