Little, crazy diamonds.

Et voilà! Conosciute il secondo anno di università. Ci barcameniamo alla bell’e meglio non capendo un cazzo della vita, quattro filosofe da strapazzo che di filosofico probabilmente hanno solo il concepire la vita come un’infinita girandola di nonsense e citazioni trash (di cui io non capisco un granché, perché non ho una vera cultura trash, apprezzo eh, ma mancano le basi proprio).

Ed eccoci qua:

  • la repressa, che non lascerà mai il suo ragazzo stronzo perché probabilmente ha il terrore di non trovarne un altro, e preferisce essere repressa per tutta la vita a fare la mogliettina. Catto-comunista convinta che non vuole nemmeno sentir nominare la parola sesso;
  • la banderuola, che non riesce a prendere mai una decisione in vita sua e segue la corrente, e vede i cuori perfino nei disegni della schiuma dei cappuccini;
  • la finta cinica/donna di mondo, che in realtà ha sempre avuto storie serie e lunghissime (e per me un anno è un periodo di tempo lunghissimo) in vita sua e che prima di fare nuove esperienze deve analizzare la situazione così a fondo che nel rimettere insieme i pezzi avrà sicuramente perso qualche vite (ovvio che poi le cose non funzionano!). Ragazza indipendente che fa da sempre a botte con il suo bisogno di essere amata;
  • la philofobica (all’incirca), che pur di non perdere la propria libertà è disposta a uscire con tre ragazzi contemporaneamente per non concentrarsi mai veramente su nessuno, è disposta ad amare in ognuno un particolare per non doverli amarli in toto. Convinta che il sesso sia la cura ad ogni male. Single praticamente da quando è nata. Ironia e cinismo sono il suo pane quotidiano, ma dice bene la Spora: “Epperò, oh, sono singol. Ho scelto di esserlo? Nah. Mi sto adattando alla situazione? Più o meno.

Sembrano personaggi alla sex & the city, e invece…

Sono reali? Forse. Ricamati? Probabile. Caricature? uhmmmm nnn-nì. Non più di quanto potrebbero esserlo altre descrizioni da 4 righe l’una.

Amiche: senza dubbio. Casinare: puoi metterci la mano sul fuoco. In attesa di qualcosa di meglio: anche. E’ che l’attesa a volte non dà frutti se non si smuovono un po’ le acque. Sempre per il famoso principio per il quale se continui ad agire perennemente nello stesso modo, ne seguiranno SEMPRE i medesimi effetti.

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Sono una testatrice di muri professionista.
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2 risposte a Little, crazy diamonds.

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